La Mustang, icona inviolabile degli States, si presta qui alla rivisitazione made in Italy: il risultato è un'evoluzione della muscle car originale visivamente più compatta e assettata, con un tetto panoramico in cristallo che prosegue idealmente sul cofano motore che permette di filtrare il 100% dei raggi UVA e garantisce quindi continuità ottica alla forma insieme alla protezione dal sole per gli occupanti. Subito dietro le portiere in fibra di carbonio con apertura scenografica ad ala di gabbiano, la cresta del parafango sale con un ricciolo evidente, accenno alle pinne di coda che in America hanno furoreggiato negli anni '50.

"Trovo che la forma sia quella di una vera Mustang, anche se diversa nelle proporzioni poiché, rispetto alla vettura di produzione, che ha un terzo volume chiaramente identificato, qui il baule è solo accennato, con un fianco che è molto più da fastback", dice Fabrizio Giugiaro.

Per gli interni che esprimono e traducono i concetti di ribellione e anticonformismo tipici delle sportive americane, è stato scelto uno stile sartoriale.

È una Ford Mustang di domani con chassis elaborato da Ford Racing, meccanica di serie e una variante del V8 di 4.6 litri montato sulla Mustang GTs, potenziato da un compressore volumetrico Whipple/Ford Racing che aumenta a 500 cavalli la potenza erogata ed è accoppiato a un cambio meccanico a 5 marce.

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